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Plastica Come recuperarla con un processo tutto green

L’idea è stata quella di creare una nuova prospettiva per l’industria del riciclaggio, focalizzandosi in partico- lare sulla rigenerazione dei polimeri attraverso soluzioni tecnologiche ad hoc. Senza scarichi o sitemi gassosi.

La green economy avanza. Almeno così dicono tutti i dati dei vari studi che stanno uscendo in quest’ultimo periodo. Nel campo dell’energia, dell’edilizia, dei materiali, della tecnologia, del riciclo rifiuti e in tanti altri settori che in Italia stanno prestando sempre più attenzione e investimenti. Abbiamo così deciso di fare “incursioni” alla ricerca di storie particolari, che abbiano al centro un’idea e realizzazioni che possano essere di riferimento. Non è facile in questo periodo in cui la crisi sta attanagliando le piccole e medie imprese, ma c’è chi resiste con caparbietà e sta ottenendo grandi risultati. È il caso di Filippo Dall’Amico e della Laprima Plastics, un’azienda di Isola Vicentina (VI) che sta velocemente crescendo grazie alle soluzioni tecnologiche avanzate che adotta e che osserva i parametri “green”. La storia è quella dell’inventiva italiana che nasce in un box dalle intuizioni di Dall’Amico e di un amico, un anziano inventore. Si ritrovano per costruire una macchina che attraverso sistemi meccanici, senza scarichi o sistemi gassosi, sappia separare le varie componenti degli scarti industriali. Il problema degli scarti per l’industria è molto consistente. Chi lavora per terzi o anche chi produce direttamente deve osservare standard di qualità sempre più elevati e gli scarti di produzione sono quindi presenti e spesso di notevoli proporzioni. Rappresentano un problema per lo smaltimento che, tra l’altro vuol dire anche un costo aggiuntivo. Dell’Amico da quel box ha fatto molta strada. Dopo aver costruito un prototipo ha brevettato macchine innovative che meccanicamente risolvono il problema della plastica cromata (proveniente dalle galvanieche), separando la frazione di plastica da quella metallica e non metallica. Discorso simile per la plastica verniciata proveniente da aziende di stampaggio e verniciatura, con macchine che separano la frazione di plastica pulita da residui di vernici. Altro segmento affrontato è quello della linea che asciuga il materiale bagnato in forma di polveri o microsfere per il quale il dispendio energetico delle tecnologie presenti nel mercato sarebbe antieconomico. Altre macchine ancora separano plastiche di tipologie diverse ad esempio l’impianto prevede di lavorare scarti dervianti da siringhe con involucro, particolari di automobili (fanali, testate di motori, teste degli spruzzatori dei detersivi, giocattoli..) Tutto sempre per via meccanica senza scarichi liquidi o gassosi. Fatte le separazioni si passa ad un altro stadio di lavorazione. I materiali plastici vengono macinati riducendoli al granulo originale e vengono poi reimpiegati per produrre materiale di seconda scelta (pensate ad esempio alle parti plastiche delle sedie per ufficio o altro). In sostanza i vantaggi per il produttore sono i seguenti:

- il produttore non invia materiale in discarica

- si ottengono MPS di tipo plastico e metallco con minimo scarto

- la MPS viene reimpiegata nel ciclo produttivo

- la MPS recuperata comporta una pari diminuzione di materiale plastico

- si effettuano miglioramenti economici dei cicli produttivi

- si alleggeriscono le discariche per la quota di MPS reimpiegata

- si crea un nuovo business e nuovi posti di lavoro.